Una comunità che prega

Pregare

Pregare

Da alcuni mesi nella nostra chiesa parrocchiale è possibile trascrivere su un registro le proprie intenzioni di preghiera per condividerle con tutta la comunità. Leggendo queste pagine si percepisce subito quanto grande possa essere l’urgenza della preghiera non solo per il credente, ma anche, in certi casi, per chi è ancora alla ricerca di Dio; è un’urgenza che assume toni e forme diverse: talvolta si esprime in maniera del tutto immediata, in altre occasioni invece segue un andamento logico che pone in correlazione pensieri e azioni. In ogni caso la preghiera è
un bisogno che in certi momenti si fa insopprimibile, sia quando si articola in un rendimento di grazie sia quando si traduce in richieste di aiuto e di intercessione per sé e (assai più spesso) per altre persone.
Al centro della maggior parte delle intenzioni annotate sul registro troviamo la famiglia. Numerosi sono i genitori e i nonni che hanno affidato alla Vergine e a S. Anna i loro figli e i loro nipoti chiedendo non solo protezione e aiuti concreti in precise occasioni della vita (malattie, problemi di lavoro ecc…), ma anche, in senso più generale, una costante presenza al fianco dei propri cari al fine di renderli forti e coerenti nella fede (un esempio per tutti questa breve intenzione “S. Anna, ti prego per mio figlio, fa’ che creda e diventi un buon cristiano”). Particolarmente significative sono le toccanti testimonianze di giovani sposi che ringraziano per il loro amore e chiedono di poter costruire un futuro armonico insieme; ad accomunare tali intenzioni è l’affidamento totale di questi giovani al Signore, come ci testimoniano le parole di Stefano e Sonia: “Signore Gesù, grazie per tutto quello che abbiamo, Ti preghiamo solo di starci vicino nelle difficoltà e sempre, e che Tu ci possa aiutare a raggiungere la felicità di una famiglia e una vita insieme”.
Alcune annotazioni sono state vergate da bambini, che con l’essenzialità che li contraddistingue hanno concentrato in poche parole le loro richieste (“Una preghierina speciale perché la nonna guarisca presto”, “Signore, fa’ che passi una bella vacanza con i miei genitori e
i nostri amici”) e le loro spontanee maninifestazioni di riconoscenza (“Grazie per averci create! Sostienici!”, “Ti voglio bene Signore!”). Spesso vengono affidate al Signore e alla Madonna le pagine più sofferte e dolorose della vita familiare, i dissidi e i dissapori che allontanano
le persone, in particolare in caso di separazioni e di contrasti con i figli; questo è un segno tangibile di quanto dolore accompagni la storia di
molte famiglie, è un dolore che spesso non si ha neppure la forza di rivelare agli altri, ma che si offre nella preghiera  ondividendolo comunitariamente nella ricerca della forza per contrastarlo.
La dimensione collettiva della preghiera emerge da varie intenzioni sotto forme molteplici, ora con riferimenti espliciti ai problemi della nostra società (“Il mondo ha bisogno della tua protezione”), ora con l’adozione della prima persona plurale (noi, nostro ecc…) per esprimere esigenze condivise (“Intercedi presso Fratello e Padre Nostro, affinché ci dia il perdono e la pace”). La comunità abbraccia nel suo ricordo anche i defunti, che spesso vengono associati ai vivi come beneficiari della propria preghiera. C’è un altro aspetto degno di nota che emerge
dalle pagine del registro: sono presenti intenzioni scritte da stranieri, alcune direttamente espresse nella loro lingua  madre. E’ confortante pensare che l’altro, il diverso possa sentirsi accolto nella nostra comunità al punto tale da voler condividere con essa le sue preghiere
più intime.
Se dovessimo rintracciare una cifra comune per le esperienze di preghiera che la lettura del registro ci consente di conoscere, sicuramente potremmo indicare la dimensione del dono, l’apertura totale del proprio cuore al Signore, l’affidamento pieno di sé alla misericordia divina, proprio come Edith Stein ha mirabilmente sintetizzato in questo pensiero: “Il dono totale del nostro cuore a Dio e il dono che Egli ci dà in cambio, la completa ed eterna unione, è lo stato più alto che ci sia accessibile, il grado supremo della preghiera.”

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2 risposte a Una comunità che prega

  1. anna scrive:

    cara sant’anna, mi chiamo anna, porto il tuo nome, ho 48 anni, sposata da tanti anni, senza figli, se sono ancora in tempo intercedi per me, per la gioia di una maternit’, io ne soffro ancora molto

  2. admin scrive:

    Cara Federica, la comunità di S.Anna inserirà una preghiera per il tuo papà. Di più ogni persona che legge il tuo post prega per lui nel silenzio del proprio cuore, perchè la preghiera è la forza più grande che c’è: non dubitare.
    Ciao