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Bollettino dicembre 2011
Acqua di morte – Acqua di vita
«Quando busserò alla tua porta
avrò fatto tanta strada;
avrò piedi stanchi e nudi
avrò mani bianche e pure…»
Le parole del canto riecheggiano nella mente, nel mio cuore… mi danno la forza di continuare a camminare nel fango, sui detriti, tra le macerie.
Brugnato, Borghetto, Monterosso, Vernazza.
Piedi stanchi e gonfi, scarponi sempre più pesanti
Il potere dell’acqua della morte che tutto ha ingoiato, trascinato, divelto, strappando i ricordi negli occhi smarriti che non sanno più guardare o cercare.
Cuori infranti e inconsolabili, spiriti dilaniati nell’attesa di ritrovare chi è sparito nell’attimo di un respiro, inghiottito dalla marea di fango. Vite spezzate.
Mani che non hanno più colore, come tutto attorno.
Il colore della morte.
Acqua di morte – Acqua di vita
Nel sole che si scioglie nel vento che viene dal mare, sempre più impetuoso, si staglia la statua di San Francesco che benedice il lupo
«Laudato si’ mi’ Signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.»
Una nuova acqua mi dona la forza, la capacità di vedere, sentire, toccare, assaporare e odorare il più pienamente possibile la vita.
Sulla porta del convento un’esortazione:
«Entra per pregare – esci per amare»
Un invito a vivere pienamente la vita con occhi, orecchie e mani aperte in modo da sentire, gustare e accogliere tutto ciò che accade, con una fede-fiducia che ci chiede di andare al di là della scelta tra fuggire e combattere per restare.
È la lotta contro l’orrore degli scenari, l’impotenza di fronte a tanta devastazione che si trasforma in presenza della mente e del cuore e diviene empatia: consapevolezza e capacità di entrare in intimità con le persone con sollecitudine ed equanimità.
«Quando busserò alla tua porta
avrò amato tanta gente
avrò amici da ritrovare…»
È un pellegrinaggio naturale che porta a sentire e scoprire l’energia del luogo, qui e ora.
È scoprire che un torrente, una cascata, un albero, le pietre dei muretti a secco hanno qualcosa da comunicarci.
Un percorso di vita dove l’importante non è la meta da raggiungere, ma le persone che incontri, che ti sembra di conoscere da sempre o che non incontrerai più.
È qualcosa che ti toglie il respiro.
Il tempo diluisce e non conta più, si liquefa nell’eterna e sempre nuova dimensione da cui tutto rinasce.
«Non più quel tempo.
Varcano ora il muro
rapidi voli obliqui,
la discesa di tutto
non s’arresta
e si confonde
sulla proda scoscesa
anche lo scoglio
che ti portò
primo sull’onda»
(Eugenio Montale)
Questa voce è stata pubblicata in Camminiamo insieme online – Settembre/Dicembre 2011 e contrassegnata con alluvione liguria, ricerche, scavi, vernazza. Contrassegna il permalink.
