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Bollettino dicembre 2011
La GMG di Madrid: esperienza di gioia e di comunione
Durante il lungo viaggio di ritorno da Madrid verso Rapallo ho cercato di ripensare alle ricche e belle giornate vissute in Spagna e ho scritto alcune idee ed intuizioni che l’esperienza della GMG ha trasmesso alla mia vita. Le prime due parole che la GMG di Madrid ha consegnato al mio cammino sono fondamento ed essenzialità. In un mondo segnato da molte possibilità, occasioni e voci, diventa ancora più urgente chiederci su chi o su cosa fondiamo e radichiamo l’esistenza, in altre parole, chi o cosa è davvero essenziale nell’esistenza. Le riflessioni proposte alla GMG dal Papa riguardavano proprio il tema del fondamento della vita umana. Gli interrogativi posti da Benedetto XVI non sono per niente banali e scontati e non provocano solamente le persone che sono lontane dalla fede e dalla comunità cristiana. Sono domande che mettono in questione anche il cammino di persone che hanno già aderito al Signore Gesù e cercano di vivere la comunità cristiana. La fede è viva e autentica se è radicata e fondata in Gesù Cristo. L’essenziale e la vitalità del credere trovano il loro centro nella Persona di Gesù Cristo. Gesù Cristo è la Parola capace di donare continuamente vita nuova e gioia piena al cuore, qualche volta arido, spento, triste, scoraggiato, incapace di voler bene e di slanci di gratuità. Il cristiano è una persona contenta poiché non vive radicato sulle proprie piccole convinzioni e idee, ma fidandosi dell’Altro, del Signore Gesù.
La terza parola che la GMG ha consegnato al mio cammino è voler bene. Ci sono momenti (e la GMG è uno di questi) nei quali s’intuisce che sono davvero poche le cose preziose e irrinunciabili nell’avventura della vita. Una persona spende tante energie e tanto tempo nella ricerca del successo, del primato e della visibilità, ma tutto questo correre verso il successo porta ad una vita triste, distaccata, sfiduciata. Una, se non l’unica, delle avventure più belle e significative del nostro esserci su questa terra è quella del voler bene e dell’essere voluti bene. Gesù, con la sua parola e con il suo stesso stile di vita, ci chiama all’esperienza dell’amore. I cristiani, fondati e radicati in Gesù Cristo, sono gli uomini e le donne segnati dalla stupenda avventura dell’amore, un amore senza ‘mezze misure’. Diceva un grande santo spagnolo, San Giovanni della Croce: “Alla sera della vita sarai interrogato sull’amore”. Tutta la nostra esistenza, breve o lunga che sia, è una grande chiamata da parte di Dio al voler bene con coraggio e passione.
La quarta parola che la GMG mi ha consegnato è gioia. I discepoli di Gesù sono chiamati ad essere con le parole e con lo stile di vita testimoni gioiosi e felici del Vangelo di Gesù in un mondo sempre più complesso e triste. Quello della gioia è uno dei tratti più significativi dell’esperienza della fede. Certo, non è una gioia superficiale e banale, ma una gioia che nasce dall’aver intuito che seguire Gesù dona alle nostre giornate un ‘sapore’ del tutto unico e particolare.
La quinta parola che l’esperienza vissuta a Madrid ha restituito alla mia vita è comunione. La nostra società, il nostro stesso cuore sono caratterizzati da spinte verso l’individualismo e l’egoismo. Il messaggio di Gesù si pone in profonda contraddizione nei confronti di questo modo di pensare e di vivere. Come cristiani siamo chiamati da Gesù alla comunione e alla condivisione. L’esperienza della GMG apre ad una vita aperta all’altro e ad una fede ‘trafficata’ e condivisa nel grande respiro della Chiesa universale, cattolica.
L’ultima parola che la GMG ha consegnato con forza al mio cammino è cura. A Madrid ho fatto esperienza della bellezza dell’accompagnare e del prendersi cura dei ragazzi. Per me, aver accompagnato dei ragazzi alla GMG ha significato, prima di tutto, stare in mezzo a loro, condividere con loro ogni momento della giornata, dal tempo libero ai pasti passando per i momenti della preghiera e della riflessione, ha significato mettersi in ascolto dei loro interrogativi più profondi e delle loro paure riguardo l’esistenza, il mondo, il voler bene, la relazione con Gesù e la vita della Chiesa. Sempre più mi accorgo che accompagnando e ascoltando i ragazzi si rinnovano e si custodiscono dentro il cuore i grandi e gli autentici desideri di bene, di amore, di giustizia, di bellezza e di felicità per i quali siamo stati creati e mantenuti in vita da Dio.
L’esperienza di Chiara
“Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”: questo è il titolo scelto dal nostro Papa per la GMG 2011, che ha lasciato davvero il segno nel mio cuore e in quello di tutti i giovani presenti a Madrid. Sono state due settimane ricche di esperienze e forti emozioni, sia durante i giorni vissuti a San Sebastian che nel soggiorno a Pinto, dove il nostro gruppo ha trovato ospitalità nei saloni della parrocchia di San José. Nelle mattine di mercoledì, giovedì e venerdì nella chiesa di Santo Domingo si sono svolte le tre catechesi presiedute dai vescovi Giovanni Ricchiuti, Alberto Tanasini, Giovanni D’Ercole e dal cardinale Angelo Bagnasco. Diverse sono state le domande e le riflessioni da parte di noi ragazzi, che abbiamo imparato l’importanza di vivere con Gesù mettendo le radici in Lui, unica roccia, punto fermo e vera gioia per l’uomo. Grazie a Lui tutto è possibile e vi è speranza, tutto cambia se vi è la sua Presenza in mezzo a noi e non dobbiamo avere paura di mostrare la nostra fede in una società che va troppo spesso dalla parte opposta. Questo è il punto più difficile da mettere in pratica : riuscire a far combinare “cielo e terra” non è sempre facile, ma, a mio avviso, è anche la vera ricetta che rende l’uomo felice e capace di trovare la sua strada. Tra i momenti più significativi sono da ricordare le diverse celebrazioni che ci hanno accompagnato durante la nostra permanenza a Madrid: la messa di Accoglienza di martedì 16, in onore del Beato Giovanni Paolo II, l’arrivo del Santo Padre in piazza de Cibeles, la Via Crucis, la Veglia a Cuatro Vientos e infine la messa di Invio di domenica 21. Durante quei momenti si respirava un’aria di fratellanza e serenità, animata dalla gioia e dall’entusiasmo di noi ragazzi, tutti diversi per nazione, cultura, personalità, ma accomunati dalla fede in Gesù. Vi è stato, però, anche il tempo per adorare e mettersi in ascolto, in silenzio, riuniti nella preghiera e in un cuore solo, quello di Gesù. Infine, nel corso della messa di Invio, Benedetto XVI ci ha invitato ad essere testimoni di Gesù e santi nel mondo, capaci di rispondere sempre e fermamente alla sua chiamata e di portare ognuno la nostra “Croce”, amandoci gli uni gli altri proprio come Gesù ha fatto con noi. Quest’ esperienza ci ha realmente aiutati a crescere e a capire cos’è davvero essenziale per la nostra vita. La risposta di tutti noi è stata ben chiara: siamo stati disposti a dormire per terra, a fare colazione seduti sull’asfalto e a rispettare code di ore e ore per pranzare e cenare, tutto ciò per poter vivere questi giorni in Spagna, che ci hanno aiutato a sentirci più vicini a Gesù e ad approfondire il nostro cammino di fede nell’ascolto e nell’amicizia. (Chiara Rossi)
Questa voce è stata pubblicata in Camminiamo insieme online – Settembre/Dicembre 2011 e contrassegnata con giovani.gioventù, madrid 2011. Contrassegna il permalink.
