Incontro coppie –Madonnina del Grappa, 31 gennaio 2010

A DUE VELOCITA'

PREMESSA:

Una coppia credente in esilio: Tobi e Anna.

Siamo a Ninive sette secoli prima di Cristo in esilio. Il libro è stato scritto intorno al 200 a.C., Tobi si sforza di credere tra pagani in Assiria (es. seppellimento dei morti), viene perseguitato, perde i beni e diventa cieco, Dio gli manda l’Angelo Raffaele che accompagna il figlio Tobia a prelevare dieci talenti d’argento nella Media e sposa Sara a Ninive anch’essa insultata dai pagani assiri. L’esilio rappresenta la crisi (cfr. salmo 136: Come cantare in terra straniera?....). Tuttavia l’esilio può diventare un evento positivo, è un modo di crescere : uscire dalla propria terra, dalle proprie convinzioni religiose, è un modo di purificare la propria identità… La deportazione è l’unico mezzo che Dio ha per cambiare la religiosità distorta del suo popolo. I tempi più difficili sono anche i più fecondi.

Quale fede vivono Tobi e Anna ?

* La solitudine anche affettiva ( orfano del padre ), spirituale e religiosa: osserva la legge in solitudine tra autocompiacimento e condanna degli altri non osservanti. Tobi tra tutte le opere di misericordia osserva soprattutto quella del seppellimento dei morti , forse perché in esilio anche Tobi si sentiva triste e “spiritualmente morto”. Triste e sempre più solo: gli escrementi di un passero lo rendono cieco….

Perché i giusti soffrono e i malvagi prosperano ? (cfr. Giobbe……..)

Con la cecità sembra che Dio si scagli contro il “giusto” Tobi. E’ l’accusa che gli fa la moglie Anna: Dove sono le tue buone opere ? Ecco lo si vede da come sei ridotto (cfr.2,14). E’il mondo malato o la nostra fede ? Il realismo della moglie Anna. C’è una distanza spirituale tra Tobi e Anna: davvero un percorso di fede a due velocità. Anna è più flessibile di Tobi, per mantenere la famiglia tesse la lana per i “padroni” assiri pagani. Tobi non si fida più di nessuno, nemmeno della moglie: “hai rubato il capretto ? No mi è stato dato in più del salario”… Per tenere alta la qualità della coppia occorre essere aperti al mondo e alla comunità. Tobi non si è mai messo in discussione ed è diventato senile, fossilizzato e chiuso, ottuso e fanatico, fondamentalista, incapace di amare, non vede il bene che è negli altri. Non prima la verità della carità, ma la verità nella carità: è un credente senza amore. Tobi si è autodistrutto, non trova più il senso dell’esistere. “Per me è preferibile la morte alla vita (cfr.cap. 3,6)” Quando è accusata ingiustamente di aver rubato il capretto, dice a Tobi “ Dove sono le tue elemosine ? Dove sono le tue buone opere ?Ecco, lo si vede bene da come sei ridotto” (cap. 2,16) Anna si pone degli interrogativi nei riguardi del comportamento di Dio. Che Dio è se retribuisce le buone opere con la sofferenza ? Tobi non si interroga, Anna sì. Qui si può rilevare la sofferenza tra l’uomo e la donna, tra una personalità maschile e femminile. Il maschio è più ideologico, tende a farsi una struttura di pensiero che abbracci e comprenda la realtà per dominarla, la donna si lascia inquietare e interrogare dalla realtà. Il maschio è dogmatico, la femmina è problematica. La personalità maschile senza l’integrazione armoniosa, con quella femminile diventa settaria, presuntuosa, violenta. Non c’è soltanto la differenza sessuale, ma di esperienze, di aspettative, di approccio alla vita e alla fede.

ALCUNE RIFLESSIONI:

  1. 1. La cecità come esilio da se stessi.
  2. La cecità può essere il momento in cui ripensiamo la nostra vita. Usciamo dalle nostre idee e consuetudini e andiamo al fondo dei problemi e diamo spazio agli altri e alle loro idee per una nuova visione.
  3. 2. L’ inflessibilità dei principi rompe le relazioni Prima c’è il sabato e poi l’uomo ? Per Gesù il centro non è il principio,ma la relazione nella coppia. Tobia, guidato dall’angelo, farà un viaggio che l’aiuterà a guardare con occhi nuovi gli altri e il mondo.
  4. 3. E’ importante avere progetti, ma senza pretendere di essere perfetti. “Non essere troppo scrupoloso nè saggio oltre misura. Perché vuoi rovinarti? Non essere troppo malvagio e non essere stolto. Perché vuoi morire?” (Qoelet cap. 7,16) Gesù parlando di grano e zizzania dice: “Lascia che l’uno e l’altro crescano insieme” (Mt. 13,30).
  5. 4. Dalla devozione alla fede. Tobi era un “devoto”osservante della legge,ma incapace di ricercare il volto di Dio nella fede. Abramo ha lasciato la sua terra per andare verso una nuova terra che Dio gli mostrerà. E’ Dio che apre gli occhi a Tobi per un nuovo sguardo di fede. Tobi benedice Sara: “Benedetto sia il tuo Dio”. Da un integralismo settario e da una sessualità sacralizzata o demonizzata si arriva ad una sessualità come luogo di comunione e di comunicazione.
  6. 5. La fede Dio non toglie il turbamento, il dolore; nessuna lotta e nessuna miseria è risparmiata al credente. Non ha sconti, è alla pari con tutti gli altri uomini.
  7. 6. Dio non toglie la sofferenza. Però toglie l’angoscia perché egli sa di non essere abbandonato. La fede esprime la vittoria sull’angoscia perché c’è la fiducia che alla fine Dio ci apparirà come “Raffaele”, come Dio che guarisce.
  8. 7. Dio agisce in maniera silenziosa e c’è una robusta relazione tra la fede e il ritrovamento di se stessi. L’ebraismo si riteneva il possessore della verità il detentore unico dell’alleanza con Dio. Solo le loro leggi esigevano osservanza e obbedienza. Anche noi ci sentiamo” una cittadella privilegiata” e diventiamo incapaci di dialogo: Il Concilio “ le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. (G.et S. n°1). Quindi tolleranza: non si possono imporre i propri valori agli altri, ne pretendere che gli altri cambino le loro idee. Occorre rispetto delle opinioni dell’altro e confronto che può condurre all’accoglienza di proposte e di progetti nuovi. Diceva il teologo Congar: “Ci sono due peccati nell’uomo: il volersi sostituire a Dio e lasciarsi sostituire da Dio. Da una fede rassicurante occorre passare a una fede responsabilizzante.

Nel libro di Tobia qual è il significato e il ruolo del matrimonio?

Il matrimonio è un viaggio. Sposarsi significa uscire, andare lontano, come Abramo per andare verso una terra diversa ,“oltre”, che non si conosce. Chi si sposa lascia i propri idoli, le proprie idee, le relativizza per porsi in ascolto di altre idee. Il superamento della tensione non comporta un annullamento, un essere mezzo uomo o mezza donna, ma significa portare al massimo la propria mascolinità o la propria femminilità e riuscire ad armonizzarle. E’ il convivere armonioso tra la ragione e il sentimento, tra la programmazione e la fantasia, tra il radicamento nel passato e l’apertura al futuro. In questo senso tutti i matrimoni si possono definire “misti” perché i due che si sposano sono sempre diversi e hanno inevitabilmente due diverse visioni nel pensare e nel vivere la fede e nel guardare il mondo. Amarsi vuol dire : Camminare insieme a due velocità…… In fondo anche nel credente c’è una traccia di incredulità, la fede non può prescindere dalle opere, però le opere non esprimono mai adeguatamente la fede.


2010-02-03