Incontro sposi - Parrocchia di S. Anna
21 giugno 2009

Don Aurelio Arzeno: Proposta di valori e di ideali nel rispetto della libertà tra autoritarismo e permissivismo nella coppia e nella educazione dei figli.

Nella preparazione dei giovani al matrimonio proponiamo la visione del film "Caso mai". Con questo film la coppia di pattinatori danzano sul ghiaccio: l'unità della coppia è una danza armoniosa in equilibrio sul ghiaccio. All'inizio del film la danza è perfetta, alla fine è spezzata. Il sacramento del matrimonio unisce, non fonde i due partners, rispettando la loro diversità e alterità. Occorre rispettare i diversi tempi e i diversi slanci , e la diversità dell'altro deve diventare ricchezza.
"Il vero amore è sentirsi uno e rimanere due" (A.S.Swetchine).

I due nella coppia non devono rinunciare alla propria identità e diversità (aiutarsi a valorizzare il positivo e a superare ciò che è negativo).
La coppia è il segno sacramentale delle diversità riconciliate, della convivialità, delle differenze, nel rispetto della vera libertà di ciascuno, al di là dell'autoritarismo di una mentalità monolitica prevalente, del pensiero unico, per dare spazio alla varietà dei carismi delle coscienze, degli ideali di riferimento.

La coppia crea di fatto il " noi ", attraverso il valore del progettare insieme, aperta a tutte le novità che la vita offre, senza chiusure e irrigidimenti. Avere un progetto ma lasciarlo sempre aperto. Occorre nella coppia l'ascolto che consta di 3 momenti:

  1. 1) Ascolto passivo (silenzio) permette alla persona di esporre senza essere interotto, i propri problemi, valori e ideali o sogni.
  2. 2) Messaggi d'accoglimento : indicano al partner che parla che lo si ascolta (cenno della testa, un sorriso, un movimento delle sopracciglia, 'ti ascolto, continua'...)
  3. 3) Ascolto attivo : il partner riflette sul messaggio ascoltato con attenzione, senza valutazioni negative e cosi inizierà un lento processo di cambiamento e di sana crescita.

L'ascolto rende l'autorità autorevole, credibile.
Il permissivismo nasce dalla consapevolezza che non si puo cambiare o modificare il comportamento del partner o del figlio e quindi non si interviene. L'autoritarismo nasce invece dalla consapevolezza che io ho sempre ragione. Dal " niente è permesso " di ieri c'è il rischio di passare oggi al " tutto è permesso ". Siamo confusi e turbati tra questi due estremismi.
A volte siamo buonissimi, altre volte abbiamo un atteggiamento truce e crudele di un despota.
Ascoltiamo invece i silenzi del partner o dei figli, la fragilità, le difficoltà e le ricchezze sommerse.
L'autorevolezza nasce da un lavoro comune di ricerca della soluzione migliore che soddisfi entrambi, senza perdenti, e che accetta i valori e gli ideali dell'altro nel rispetto della sua libertà.
Nel modello autoritarismo-permissivismo c'è sempre un vincitore e un vinto e la sconfitta ha due alternative:

  1. - la sottomissione e l'accettazione della subordinazione nei confronti del più forte con vissuti spesso autosvalutanti e depressivi.
  2. - La ricerca di nuove opportunità per 'rifarsi', che genererà sempre nuovi conflitti.

Occorre riscoprire nella famiglia relazioni portatrici di significati, di valori (non di 'dis-valori'). In alcuni momenti bisogna essere persone autorevoli quando è in gioco la nostra responsabilità, altre volte con flessibilità si possono indossare i panni della complicità... L'autoritarismo impone invece con forza regole immotivate : autorevole è chi esprime ragioni che vengono condivise.

Si è autorevoli quando si ha una interpretazione della realtà e della vita nei confronti della quale si è testimoni. Si perde invece di autorevolezza quando non si ha più una interpretazione della vita, non si è più testimoni, anche se si resta competenti, più personaggi che persone, più funzionari con un ruolo che accompagnatori...
Siamo diventati insicuri e relativisti : non so più cosa pensare, fare o dire..." sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina ... " (Cfr. Ef. 4,14) Ci si limita a chiedere... il rispetto delle regole. Riscopriamo la casa-famiglia come condivisione di destini. Riscopriamo la chiesa come il luogo nel quale il vangelo ci aiuta a vivere nel modo più umano. Non è una proposta inutile o dannosa per la libertà : "non gli propongo nulla, cosi ognuno fa le sue scelte libere..."

"La verità vi farà liberi" (Gv.8,32)

Amare è partorire l'identità dell'altro. Ciascuno deve diventare se stesso con la propria identità e il comune progetto di vita. Amarsi è stimolarsi a diventare se stessi e quindi diversi, perché ogni persona è unica, originale e irripetibile.

"Il vero amore è sentirsi uno e rimanere due..." I due nella coppia non devono rinunciare alla propria identità e diversità, ma aiutarsi a inseguirla e a viverla. Non c'è amore se non si rispetta la diversità e la libertà del partner. Al riguardo mi piace ricordare un episodio toccante noto a tutti, l'incontro di Gesù con l'adultera. E' sorprendente vedere come aiuti a chiarire la situazione, sia usando la tenerezze e la comprensione dense di rispetto, sia partendo dalla realtà, dalla situazione vissuta nella sua totalità, senza rifarsi a giudizi preesistenti, ma aiutando ciascuno a fare luce in se stesso. Gesù si rifiuta di esprimere giudizi in nome dei comportamenti o di norme fisse ed immutabili. Gesù ha fiducia nel dinamismo interiore dell'uomo, un dinamismo che è liberante e apre verso nuove prospettive.

Luisella Caotti: VALORI E IDEALI TRA AUTORITARISMO E PERMISSIVISMO NELLA RELAZIONE GENITORIALE

LAVORO DI GRUPPO

Leggete questo brano tratto da T. Gordon - Genitori efficaci
...quando si diventa genitori, si comincia ad assumere un ruolo, dimenticandosi, a volte, di essere una persona con pregi, difetti,sentimenti, limiti... In quanto genitori si sente la responsabilità

  1. * di essere qualcosa di meglio di semplici persone
  2. * di dover essere sempre all'altezza
  3. * di dovere sempre amare i figli
  4. * di dover essere tolleranti
  5. * di dover mettere da parte i propri bisogni
  6. * di doversi sacrificare sempre
  7. * di dover essere giusti
  8. * di non ripetere gli errori dei propri genitori

Provate ora a rispondere singolarmente a questo questionario e, dopo aver riflettuto individualmente, condividete le risposte con il partner e, successivamente, le riflessioni generali nel gruppo allargato.

* Che tipo di vita facevano i tuoi nonni?

  1. 1. Vivono o vivevano in campagna o in città?
  2. 2. Quanti figli hanno avuto?
  3. 3. Come erano divisi i ruoli in famiglia?
  4. 4. Qual era il loro atteggiamento verso il cambiamento?

* Che tipo di vita facevano i tuoi genitori?

  • 1. Vivono o vivevano in città o in campagna?
  • 2. Quanti figli hanno avuto?
  • 3. Com'era diviso il lavoro di casa quando eri bambino/a?
  • 4. Che cosa fanno o facevano per divertirsi?
  • * Che tipo di vita conduci? E' la stessa dei tuoi familiari o è diversa? In che cosa ? Perchè?

    * Che tipo di vita vorresti per i tuoi figli? Perchè?

    * Che cosa pensi sull'essere genitore? Che cosa senti rispetto all'essere genitore? Vorresti cambiare qualcosa rispetto a queste due cose? Se sì, in che modo vorresti sentire e pensare?


    Molti anni fa, un'intera generazione si è scontrata con i divieti rigidi e, talvolta, la violenza dei propri genitori (autoritarismo). Quando questa generazione si è assunta la responsabilità di mettere al mondo dei figli, ha confuso la necessità di combattere l'autoritarismo nelle sue nuove forme, con l'obbligo di essere autorevoli. Ne è derivata una confusione dei ruoli con "mamme amiche", "padri assenti", "mamme rigide", "papà mammi".

    Diventare genitori implica una consapevolezza del proprio modo di agire, una riflessione sulla gamma di possibilità di azioni da mettere in atto.
    E' bene evitare (o uscire da) schemi rigidi e imparare a cogliere la differenza tra comportamento spontaneo e comportamento educativo.
    * Educare è un cammino di ricerca, è disponibilità ad educarsi nel confronto, è cercare nuove soluzioni,
    L'educazione intenzionale prevede un progetto, una chiarezza di obiettivi, non una casualità.

    Esistono diversi stili educativi che sottintendono differenti atteggiamenti nei genitori:

    1. AUTORITARIO
    2. PERMISSIVO
    3. AUTOREVOLE-DEMOCRATICO

    L'autoritarismo, inteso come imposizione del più forte sul più debole, va senza dubbio combattuto, ma ciò non significa non dovere essere autorevoli, confondere i ruoli.
    Dire di sì. Oggi il modo di educare è spesso basato sul concedere sempre: a causa del senso di inadeguatezza dei genitori di fronte alle responsabilità dell'educare; a causa del disagio vissuto dal distacco dai figli per lavoro, delle tante ore in cui si lasciano all'asilo o a scuola; a causa della realizzazione che le scelte di vita sono spesso centrate sugli interessi degli adulti.
    Dire sempre di sì può evitare di innescare situazioni di capriccio difficili o impegnative da gestire dopo ore di lavoro fuori casa, ma può anche sottintendere una certa tendenza al disimpegno o all'indifferenza di fronte alla responsabilità educativa.
    Regali come pedine di scambio. Il dono, il "ti compro questo se" può sembrare la soluzione più semplice, bilancia una relazione non equilibrata nei tempi o nella qualità di questi tempi, fa tacere sensi di colpa. La richiesta del "comprami qualcosa" può essere a volte richiesta di affetto, di contatto fisico, di presenza, di attenzione. Allora si può regalare il proprio tempo, ritagliandolo tra le mille cose da fare, e dandogli un valore davvero speciale: "adesso gioco con te", ora "disegniamo insieme"... Diventa evidente che la cooperazione tra genitori nello svolgimento dei lavori di routine è fondamentale e consente ad entrambi di trovare questo tempo per i figli.
    Far fare al figlio sempre ciò che si vuole, dare mille regole e mille divieti apre la strada a diventare un genitore che duella. Il bambino impara la legge del più forte e fuori replica lo stesso atteggiamento.
    Regole e divieti sono necessari e funzionali alla crescita equilibrata dei figli, ma devono stare dentro ad una relazione affettiva, hanno un senso come rinforzo di un legame. Nella crescita di un bambino è importante sentire di appartenere a qualcuno, a qualcosa. Pensiamolo anche riferito a noi adulti come sia importante avere una fede, un amore, un'amicizia, un ideale.
    Analogamente, ritenere di non sbagliare mai, di avere sempre ragione, non aiuta la relazione, ma apre la strada al genitore perfetto.
    Essere sempre in apprensione, non dimostra il nostro affetto verso i figli, l'amore diventa soffocante, il figlio cresce con la convinzione che i genitori non hanno fiducia in lui e i genitori con quella di essere indispensabili, si apre così la strada al genitore che manovra il figlio.
    L'autorevolezza in campo educativo è complessa, richiede il coinvolgimento della coppia genitoriale, prevede un progetto e apre la strada al genitore che coopera.
    Questo è un genitore in cammino, sbaglia, ma ricerca, amare è la ragione del suo vivere ed è un buon allenatore del figlio. Sbagliare è normale, è meglio dire ho sbagliato in questo e ripartire, circoscrivere l'errore e ricominciare dentro ad una relazione affettiva con i figli più che dare ascolto alle ferite "dell'io perfetto".
    L'autorevolezza è affermare se stesso, alcune regole basilari, i propri diritti.

    Dire di no richiede la presenza a tutto campo del genitore, ha un valore relazionale ed affettivo importante, indica l'appartenenza ad un nucleo, aiuta il figlio a crescere. Il no va motivato, spiegato, non può essere sempre imposto, richiede coerenza, componente base dell'autorevolezza.
    E' fondamentale crescere nella relazione genitoriale imparando ad ascoltare i propri figli, tenendo conto del loro punto di vista.
    Compito dei genitori è soprattutto creare un clima di rispetto e di accettazione delle regole, che escluda le minacce e rinunci all'uso dell'autorità, senza sfociare nel permissivismo o nel disinteresse, che renderebbero il bambino ancor più confuso ed insicuro.
    I genitori efficaci, come si afferma nell'introduzione al libro di Gordon, antepongono il valore della persona a qualunque altro e si impegnano a promuovere lo sviluppo del potenziale creativo dei figli.
    Essi incoraggiano l'espressione sincera di pensieri e sentimenti, danno valore all'ascolto empatico, offrono l'opportunità di apprendere dall'esperienza, senza offrire un sapere preconfezionato, danno importanza all'essere più che all'avere o all'apparire, sono convinti che l'onestà e la bontà siano più apprezzabili del successo e del potere.


    2009-06-30