Incontro sposi - Parrocchia di S. Anna
"La spiritualità del quotidiano"- 29 marzo 2009

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Introduzione




  1. Gesù la vera vite. "Io sono la vera vite". La coppia chiamata a riconoscersi "tralcio" della vera vite
  2. In ascolto della Sua Parola e seduti alla Sua Mensa "Rimanete nel mio amore". La coppia intorno alla mensa della Parola e dell'Eucarestia.
  3. I piccoli gesti quotidiani del dare la vita "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi" La coppia esprime il suo amore in modo incondizionato e per sempre.
  4. Testimoni per tutti dell'amore di Dio "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga" La coppia chiamata ad accogliere e testimoniare l'amore di Dio.
  5. Conclusione

Domande per il lavoro in coppia

  1. Per la nostra coppia è importante regalarci un tempo per rimanere con il Signore? Se sì come possiamo attuarlo? E se già c'è come possiamo renderlo ancora più vero e profondo?
  2. Che valore diamo alla Messa domenicale vissuta insieme?
  3. Quali gesti sono per noi "perle preziose" per ricordarci ogni giorno il nostro amore?
  4. Cosa significa per noi, nella vita di tutti i giorni, diventare testimoni dell'amore che abbiamo ricevuto?

Relazione

Pensando a questo nostro incontro mi sono chiesta da dove partire, come poter inserire questa mia riflessione nel percorso che già fate? e ho iniziato a passare in rassegna nella mia testa i molti brani della Bibbia in cui viene narrata la vita della famiglia, nelle sue diverse prospettive, nei suoi tempi di gioia e di fatica? ma in ognuno di essi mi sembrava di poter cogliere soltanto l'uno o l'altro aspetto rischiando tuttavia di perdere di vista il cuore di ciò che anima la vita della coppia e della famiglia, di ogni famiglia. Così quando all'inizio della Quaresima mi sono trovata a rileggere il capitolo 15 del Vangelo di Giovanni si è accesa in me una lampadina e, più andavo avanti nella lettura più mi sembrava di ritrovare in questo testo le radici di ciò che oggi vorrei condividere con voi.
Gesù ci dice che lui è la vite quella vera: la nostra società ci presenta tanti modelli di "vite": quella di una quotidianità alla moda, quella di un'auto indispensabilmente super accessoriata, di una cucina unicamente Berloni, insomma dalla famiglia del mulino bianco che per il suo mulino sceglie solo cose buone a quella dei tanti ex che si intrecciano allargando e distorcendo i rapporti più veri. La vite che ci viene presentata oggi non è questa, è invece una persona, la persona di Gesù di cui ciascuno di noi, come singoli, ma a maggior ragione come coppie siamo tralci.
C'è un solo modo per far sì che il nostro tralcio rimanga verde, rigoglioso e capace di portare frutti: dobbiamo rimanere attaccati alla vite quella vera perché, ci dice Gesù, "senza di me non potete fare niente".
Gesù ci dice anche il nome della linfa che lui ci dona perché possiamo portare frutto: la linfa è l'amore, lo stesso amore che c'è tra lui e il Padre. E chi meglio di una coppia di sposi può essere l'immagine di questo amore dato e ricevuto?
Gesù sembra quasi ordinarcelo: "Rimanete nel mio amore". Ma cosa vuol dire nella vita di tutti i giorni per una coppia, per una famiglia, rimanere nell'amore di Gesù?
Credo per prima cosa sia regalarsi un po' di tempo, quel tempo che molte volte sembra scivolarci tra le mani facendo scorrere tutto come un lampo. È il tempo della sosta. Tante volte Gesù ha chiamato i suoi amici e li ha invitati a fermarsi con lui, in disparte? lasciando per un momento tutti gli impegni della missione. È quel tempo che oggi avete scelto di regalarvi! E questo non è scontato! Affatto! Oggi, fra le mille cose che avreste potuto fare, avete scelto di lasciare la vostra casa per regalarvi una "giornata di riposo" direbbe Gesù.
E questa giornata l'abbiamo iniziata con la preghiera, non una preghiera qualunque, la preghiera della Chiesa, quella stessa preghiera che unisce tutti i cristiani del mondo in questo giorno, in questa stessa ora terza. Che bello sapere che tante altre persone come noi "si sono regalate un tempo" per "riposare nell'amore di Gesù". Oggi forse perché siamo qui in un luogo diverso, speciale, ci può sembrare semplice darci reciprocamente questa opportunità, ma ben sappiamo quanto non lo sia quando, tornati a casa, ci guardiamo attorno e vediamo le mille cose da fare?
Eppure siamo chiamati a regalarci un po' di tempo per stare con Gesù, per alimentarci del suo amore. Ma questo cosa vuol dire in concreto? Vuol dire scegliere di fermarvi un momento, insieme, marito e moglie per ascoltare insieme, cuore a cuore la sua Parola, ciò che lui vuole condividere con voi? può essere un momento alla sera, in cui leggere insieme il Vangelo del giorno ringraziando il Signore per quanto di bello è successo nella giornata, chiedendo sostegno per le difficoltà che si sono incontrate, chiedendovi l'un l'altro perdono per qualche momento in cui non vi siete capiti, o vi siete forse scontrati, perché non scenda mai la notte senza una parola di riconciliazione.
Stare cuore a cuore con Gesù è quindi il primo fondamentale elemento per stare anche cuore a cuore tra di voi.
Gesù infatti non dice solo "Rimanete nel mio amore" ma prosegue aggiungendo: "questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi". Gesù sembra chiedere l'impossibile: amare alla sua misura? e la sua misura è quella del dare la vita!
Gesù chiede di amare così, fino a dare la vita, senza mezze misure!
Nel giorno delle nozze avete detto uno all'altra: "Io accolgo te" e vi siete chiamati per nome. Con questo gesto l'uno ha consegnato all'altra tutta la sua vita, tutto se stesso, così come è: alto, basso, grasso, magro, timido, estroverso, senza se e senza ma, senza riserve e avete aggiunto: "Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita". È la presenza di Gesù, la sua Grazia, il suo amore che rende possibile ciò che umanamente può sembrarci esagerato: amare con tutto di voi, sempre e comunque, l'uomo- la donna con cui avete scelto di compiere il cammino della vostra vita, nella consapevolezza che il Signore Gesù non lascia cadere neanche una briciola del vostro amore.
Come riconoscere e alimentare questo amore? Non basta dirselo una volta, davanti all'altare? siete chiamati a sedervi a tavola con Colui che vi ha chiamati amici. Gesù non vuole servi, non vuole gente che obbedisca perché non può fare altro, Gesù vuole amici, e agli amici piace stare insieme e condividere la gioia di un pranzo, di una cena insieme. A maggior ragione Gesù vuole sedersi a tavola con ognuno di noi, con ognuno di voi e con voi insieme, con la vostra coppia, come con i Dodici nell'Ultima Cena, come con i due discepoli che se ne tornavano tristi e delusi alla loro casa il giorno di Pasqua. Siamo ormai alle soglie della Settimana Santa, della grande Pasqua, Gesù ci vuole incontrare nella sua Pasqua e nella Pasqua di ogni settimana, la domenica intorno al banchetto dell'Eucarestia. È bello poter vivere l'Eucarestia domenicale insieme, sapendo che attraverso la Sua Parola e il Suo donarsi nel pane e e nel vino consacrati, Gesù stesso vi rende capaci di amarvi l'un l'altra come Lui vi ama, vi rende capaci di "spezzare", di donare la vostra vita all'altro con lo stesso amore con cui Lui ama ciascuno di voi e con lo stesso amore con cui ama la vostra coppia.
Questo amore, ricevuto da Lui diventa dono in ogni vostro gesto: dal preparare il pranzo, allo stirare le odiosissime camicie, dal riordinare qualcosa a cui si sa che lei tiene in modo particolare, allo scambiarvi una carezza, donarvi un bacio, un sorriso, un abbraccio, fino al fare l'amore riconoscendo come tutto di voi, il vostro corpo così come il vostro cuore diventa dono per tua moglie, per tuo marito, per cui anche il più piccolo gesto, apparentemente insignificante diventa una cura e un'attenzione perché la gioia sia piena, perché il tuo sposo, la tua sposa sia veramente felice!
E in questo donarvi interamente uno all'altra è racchiuso il grande, misterioso miracolo della vita, la possibilità di "dare la vita" generando il vostro bambino, generandolo ancor prima che fisicamente, nel vostro cuore, nel vostro desiderarlo, nel vostro essere pronti ad accoglierlo nella vostra vita, così come lui o lei sarà.
Mi sono commossa durante una lezione in università quando il professore ha fatto scorrere silenziosamente le immagini una dopo l'altra, dei nove mesi in cui un bimbo cresce nella pancia della sua mamma e sono rimasta a bocca aperta pensando a quanti sogni accompagnano ognuno di quei momenti, pensando a quante attese, quante speranze, quante trepidazioni ci sono nel cuore di una mamma e di un papà che aspettano il loro bambino!
Un mistero così stupendo è affidato a voi, proprio perché dalla Grazia di Gesù siete resi capaci di amarvi fino a dare la vita.
Gesù stesso lo dice: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi", prima ancora che voi vi conosceste Lui aveva già sognato tu per lei e lei per te, in modo unico e irripetibile!
Ogni stagione della vostra vita di coppia ha e avrà i suoi momenti lieti e le sue fatiche, ma la consapevolezza alimentata ogni giorno, di questo amore ricevuto saprà regalarvi la forza per andare e portare frutto e un frutto duraturo, non solo all'interno della vostra coppia, ma con i vostri amici, con i colleghi di lavoro, con quanti vi diranno che sposarvi è stata la scelta peggiore che poteste fare? e diventerete a vostra volta linfa feconda perché tanti altri intorno a voi, prima tra tutti la comunità cristiana, possano assaporare quanto è bello rimanere saldamente attaccati al Vero e Grande unico sposo: Cristo Gesù.


2009-03-27