Incontro coppie -Carmelitane, Leivi 22 novembre 2009

DIVERSITA’ NELLA COPPIA: DIFFICOLTA’ E RICCHEZZE VERSO UNA PROGETTUALITA’ CONDIVISA

Non c’è legame se non c’è separazione – distinzione tra noi e l’altro: l’ individuo esiste in base alle sue caratteristiche originali.

Alla base dei legami c’è l’incontro tra somiglianza e differenza, tra proprio e altrui, tra dentro (il contesto familiare) e fuori (il lavoro, la socialità). Ognuno di noi ha a che fare con le diversità degli altri e neppure la coppia ne è esente.
Ci sono stereotipi culturali sulle differenze tra i sessi:

  1. è sempre la donna che solleva i problemi - l’uomo è trascinato a forza nella discussione
  2. l’uomo minimizza - la donna drammatizza
  3. la donna si sacrifica a scapito della sua realizzazione - l’uomo si disimpegna
  4. l’uomo in difficoltà tende a mascherarsi dietro al lavoro - la donna in difficoltà si maschera dietro all’impegno per i figli

Una ricerca sociolinguistica afferma che:

  1. gli uomini parlano per scambiare informazioni - le donne per approfondire l’intimità
  2. l’uomo maschera i punti deboli - la donna li utilizza
  3. gli uomini non amano sentirsi dire che cosa devono fare o essere guidati - le donne cercano di capire le esigenze dell’altro e anticipano l’azione
  4. nelle discussioni la donna è emotiva e partecipe - l’uomo è più razionale e controllato

Per provare ad individuare che cosa ci differenzia e che cosa ci unisce possiamo provare a stilare:

  1. una “Lista dei Rimproveri”: 10 cose di me che fanno arrabbiare l’altro
  2. una “Lista delle Soddisfazioni”: 10 cose di me che fanno piacere all’altro

Lo scopo non è quello di accentuare i problemi, ma di tener conto delle differenze individuali, perchè, nelle relazioni di lunga durata, alcune di esse possono approfondiesi e diventare problemi.
All’inizio di ogni relazione tendiamo ad usare degli “occhiali rosa” per guardare il nostro partner: è il mascheramento tipico per non scoprire che cosa di lui/lei potrebbe turbarci nella fase dell’innamoramento e farci così desistere.
Successivamente, quando l’altro ci apparirà diverso, potrà essere facile dire che ci ha ingannato invece che ammettere di aver distorto o minimizzato la realtà. Vedere l’altro come vorremmo che fosse, ci ha fatto accomodare, smettere di cercare l’anima gemella, magari con la presunzione dell’ ”io ti cambierò” (sindrome pedagogica tipicamente femminile).
In alcune coppie la costruzione del legame può portare alla ricerca di una reciprocità esasperata che sviluppa qualità che l’altro non possiede, che spinge a smussare gli angoli del carattere, a sovrapporre i desideri e i bisogni, eliminando o contenendo le differenze.
Quando abbiamo scelto di far diventare progetto il nostro rapporto di coppia, spesso non siamo stati completamente consapevoli dello stile affettivo che disederavamo o che l’altro desiderava da noi.
La prima grande attesa è stata quella di essere uguali, in sintonia, c’è una specie di “contratto implicito” in cui mettiamo tutte quelle cose che vengono date per scontate, naturali, convinti che l’altro legga i nostri pensieri e desideri, approvi le nostre regole, soddisfi tutti i nostri bisogni, senza bisogno di dichiararli.
Da qui nascono le attese e le delusioni, dal silenzio, dalla mancanza di verifica e di confronto su aspetti molto intimi che ci caratterizzano. In questo modo si accentuano le diversità che sono viste come difetti.
Nella costruzione di una relazione, di norma si concordano delle regole di comportamento reciproco, il “contratto esplicito”, ma se desideri, sogni, pensieri, sono tenuti segreti si dà spazio ad affermazioni tipo:

  1. - “ Se mi amasse mi capirebbe...”
  2. - “ Se mi amasse avrebbe voglia di fare l’amore con me”
  3. - “ Se fossi io al primo posto non guarderebbe la partita!”
  4. - “ Se volesse rendermi felice si sarebbe ricordata di...”

Questa lettura è individuale, non oggettiva: sono le nostre categorie mentali che creano legami di causa/effetto.
Nella realtà ci sono più significati dietro ad un comportamento, c’è la complessità dell’altra persona. E’ necessario aprirsi alle sue ragioni e alle sue spiegazioni per creare una circolarità che renda relativa la nostra verità.
Perchè un rapporto duri nel tempo, bisogna essere capaci di vedere lui/lei come realmente è.
Reggere una relazione nel tempo è un compito complesso, perchè cambiano le dinamiche uomo/donna con l’evolversi del ciclo della vita. Possono nascere delusioni rispetto al benessere desiderato e non raggiunto, alla convinzione che gli altri vivano meglio di noi le loro relazioni e ci possono essere interferenze dovute all’esperienza che abbiamo vissuto dei nostri genitori in quanto coppia.
Dopo un buon periodo di convivenza, dopo la costruzione delle abitudini, della routine, può succedere che la coppia smetta di aver voglia di parlare, di raccontarsi le esperienze della giornata.
L’altro ci appare diverso perchè il modo di vederlo è condizionato dalle nostre proiezioni. C’è il rischio di attivare un clima di malcoltento dove diventiamo abilissimi a dire sempre ciò che non ci piace e che ci rende infelici.
In ciascuno di noi convivono due sentimenti:

  1. 1) il bisogno di continuità, di rispetto della coppia
  2. 2) la paura di perdere la consapevolezza della propria diversità, di tradire noi stessi, di annullarci nella coppia.

La routine, che da un lato dà sicurezza, può a volte rivelarsi difficile da sostenere quando blocca l’azione, limita l’individuo, è troppo sbilanciata sul “noi”. Routine e rigidità non favoriscono il cambiamento. Per superare la fase critica occorre rompere la routine, attuare un cambiamento, attraverso l’accordo su nuove regole NEGOZIAZIONE (spostare i mobili, cambiare abitudini alimentari, trovare nuovi spazi d’azione e ricreazione, individuali e di coppia...)
Continuità e cambiamento sono due forme della coppia fondamentali per garantirne il benessere:

  1. - CONTINUITA’ à è il senso dello stare insieme, l’affetto, il riconoscimento della coppia, delle sue regole e delle sue abitudini
  2. - CAMBIAMENTO à è l’accadere continuo legato al ciclo della vita, ai suoi eventi buoni o cattivi e comporta un’evoluzione.

Vivere in coppia per costruire nel tempo l’intensità e il valore di un sentimento, richiede un passaggio costante tra continuità e cambiamento, senza irrigidirsi in una delle due forme (solo continuità comporta un sistema rigido di regole, senza modifiche; solo cambiamento danneggia la stabilità della coppia, con scarsa attenzione all’altro e alle regole condivise).
Quando sorgono dubbi rispetto alla scelta tra continuità e cambiamento, è giusto domandarsi:

  1. 1 - Vogliamo cambiare noi?
  2. 2 - Vogliamo cambiare l’altro?
  3. 3 - Vogliamo cambiare la relazione?

Di certo è sbagliato credere che debba cambiare solo il partner: ogni membro della coppia deve essere attore del cambiamento. E’ importante discutere esplicitamente regole, comportamenti, desideri, sogni; la regola aurea è che ciò che esprime uno ha lo stesso valore di ciò che esprime l’altro.
Ogni tappa della vita della coppia richiede un aumento di flessibilità: più la coppia è capace di giocare i cambiamenti, più lo sviluppo soggettivo non entra in conflitto con le dinamiche coniugali.
La famiglia è un contenitore complesso che risponde a funzioni diverse:costruita sull’elemento affettivo, che esprime legame e protezione, diventa nel tempo una struttura che risponde a leggi e regole, e che deve aprirsi al nuovo e sapersi evolvere.
La convivenza è la capacità di vivere con l’altro restando in contatto con se stessi, allena alla scoperta di chi ci sta accanto, dovrebbe insegnare a cogliere non solo le parole e il tono della voce, ma anche l’espressione del viso, del corpo, i silenzi e le fatiche di chi ci sta vicino.
Relazioni importanti richiedono una costante negoziazione delle regole; i “contratti rinegoziati” non tolgono nulla alla relazione, ma ne sottolineano le trasformazioni e gli aspetti dinamici.
La coppia oggi vive in uno spazio emotivo ristretto dove il tono dell’umore può facilmente alimentare tensioni o disagio; i nostri rapporti sono disturbati dalla dimensione collettiva delle immagini, delle storie e dei personaggi che vediamo in tv: sembra che la vita sia altrove.
C’è una forte cultura dell’io: ognuno deve realizzare prima di tutto se stesso. L’etica del noi è prioritaria, dobbiamo nutrire e tutelare i legami che abbiamo costruito e assumerci le responsabilità delle promesse fatte.
Critica e bisogno di scontro non sono necessariamente segnali di pericolo, ma spesso sono solo l’espressione di un desiderio.
A volte la coppia può essere prigioniera della paura del giudizio, come se ci fosse sempre una pagella delle prestazioni, anche sessuali.
Si teme il proprio giudizio negativo (rispetto all’aspetto estetico per esempio) e così si teme anche quello dell’altro.
Perchè una critica sia accettata non va generalizzata (<>), ma personalizzata: dobbiamo far capire che cosa ci ha ferito, quale atteggiamento o comportamento ci ha creato disagio.
Un altro atteggiamento non funzionale alla coppia è la suscettibilità cioè la paura di sentirsi inadeguati, indifesi, scoperti nella nostra debolezza, o ancora l’irritabilità, ossia reagire polemicamente alle provocazioni, anche piccole, facendo l’offeso/a, o essere infastiditi dalle richieste.
Entrambi questi atteggiamenti riescono a complicare la relazione e non facilitano la comunicazione. La suscettiblità abbassa il tono dell’umore nella coppia, l’irritabilità lo alza e può sfociare nell’ira o nell’aggressività. Nell’arco della vita possiamo scoprire di non essere più al primo posto nella coppia: lavoro, figli, amici, sport, politica, religione, famiglia di origine etc. possono diventare antagonisti e occupare il nostro posto. Diventa prioritario allora produrre un cambiamento, rinegoziare le regole.
La negoziazione esclude che uno dei due si avvantaggi o che uno solo si sacrifichi: cedere e ottenere sono due azioni legate da un filo a due direzioni. Torti e meriti sono ugualmente distribuiti.
La parola chiave è discutere i punti controversi, le scelte in contrasto, le diversità emerse, che hanno portato al desiderio o alla necessità di cambiare.
Entrambi i coniugi devono essere fedeli allo stile emotivo della coppia ed essere consapevoli che il cambiamento dovrà essere funzionale alla vita di coppia. Mantenere il senso di una coppia passa attraverso le motivazioni buone per la vita a due:

  1. - Saper ascoltare senza interrompere
  2. - Accettare le differenze
  3. - Sorprendere e farci sorprendere
  4. - Fare i complimenti, ringraziare, dichiarare la nostra soddisfazione
  5. - Richiedere cortesemente dei cambiamenti nella routine
  6. - Lasciar fuori il senso del sacrificio e della sopravvivenza
  7. - Mettere nuove energie e capacità di trasformazione nella relazione

Ogni coppia, se vuole crescere e durare nel tempo con una buona qualità di relazione, dovrà dedicarsi costantemente a mettere in atto queste strategie. Per concludere ognuno provi a costruire il “Cerchio della coppia” e ne discuta poi col proprio partner confrontando i due cerchi.


2009-11-30