Nuova pedaliera per le campane

Il campanaro… (R)esiste

Forse non tutti sanno che le nostre campane (ne abbiamo 13) ogni domenica e giorno di festa, vengono suonate a mano. L’impianto computerizzato gestisce soltanto, per nostra scelta, il suono dell’orologio, le distese per annunciare le Messe feriali e l’Angelus quotidiano (il saluto alla Vergine Maria, che risuona tre volte: all’inizio della giornata, a mezzogiorno e alla sera). Le melodie che ascoltiamo al mezzogiorno di ogni sabato e nelle vigilie, ogni domenica mattina prima della Messa delle ore undici e al mezzogiorno di ogni domenica e dei giorni di festa, sono eseguite direttamente dalla cella campanaria, manualmente. Per fare ciò occorre una vera e propria tastiera, che come un grande pianoforte, permette di avere la scala musicale dell’intero concerto campanario ben distribuita su una fila di grandi tasti in legno, a completa disposizione del musicista: il campanaro. Il nostro campanile è stato dotato in questi giorni di una nuova tastiera per il suono manuale, che ha sostituito quella precedente, provvisoria e desueta. Il campanaro, che sembra appartenere ad un passato nostalgico o assai remoto, non è stato spazzato via o mandato in pensione (come molti pensano) dagli ingegnosi metodi di elettrificazione dei campanili, che con vari tentativi spesso fallimentari, hanno cercato di automatizzare e standardizzare il suono delle campane. I campanari invece sono fortunatamente ancora presenti in moltissime realtà, compresa la nostra parrocchia di sant’Anna e contribuiscono a mantenere vivo e soprattutto “reale” un patrimonio musicale e culturale unico, prezioso, che nessun automatismo - neppure il più avanzato - potrà mai sostituire.

a cura di Giorgio Costa


2021-01-16