Come nasce l'esigenza della nuova chiesa

Da tempo si parla della costruzione di una nuova chiesa in città: un luogo che possa soddisfare le richieste e le esigenze di una comunità numerosa che non ha mai perso la fiducia di aver realizzato il progetto.
La storia del quartiere di Sant'Anna è legata strettamente agli anni del boom edilizio di Rapallo.
La zona negli anni '60, conosce una vera e propria rivoluzione urbanistica con la costruzione sempre più numerosa di edifici abitati. Alla crescita degli immobili, e di conseguenza degli abitanti, non rimane estranea la Diocesi che nel 1967 decide di erigere una Vicaria Parrocchiale intitolata a Sant'Anna in un prefabbricato, poco lontano dall'antica cappella, ormai insufficiente. Passa un anno e la situazione si evolve: il 26 luglio 1968, festa patronale della Madre di Maria, nasce la nuova parrocchia. La neonata comunità si trova a provvedere alle necessità spirituali dei fedeli, ma anche nel difficile compito di aggregazione sociale. Si profila infatti un quadro particolare con la presenza di tanti immigrati dal Sud che risiedono negli stessi stabili dove abitano per lunghi periodi numerosi pensionati del Nord Italia.
La realtà della parrocchia è destinata a cambiare nel giro di poco tempo: il prefabbricato deve lasciare spazio all'ennesimo palazzo e le attività vengono trasferite nei fondi di un edificio in via Toti, locali prima affittati e poi acquistati grazie ad una donazione. Una soluzione provvisoria che, tra innumerevoli difficoltà, è rimasta fino ad oggi, nonostante le promesse, i progetti, le speranze.
La parrocchia ha continuato a svolgere tutte le sue attività con la consapevolezza che, al di là dell'aspetto strutturale, la priorità riguarda la crescita della comunità come "popolo di Dio": dalle celebrazioni liturgiche alla catechesi per bambini e ragazzi, dagli incontri di formazione per adulti all'impegno caritativo.
Recentemente si è aperta una nuova e concreta possibilità di mutare lo stato di precarietà: l'ipotesi si è concretizzata con l'acquisto di un terreno in via Mameli, l'area dell'ex Salem, da tempo ormai dismessa. La consapevolezza è quella di offrire un adeguato "luogo di preghiera per tutte le genti" (Lc 11,16). L'obbiettivo è quello di essere un centro di aggregazione per i cittadini nel cuore del tessuto sociale. Per chi può essere dubbioso sulla necessità di una nuova costruzione riportiamo il pensiero condiviso da numerosi urbanisti: "La chiesa rappresenta un segno anche per il non credente. La presenza di un tempio in città aumenta la qualità dello spazio urbano e lo arricchisce".
Il motivo fondamentale che spiega la necessità di costruire una Chiesa nuova a Rapallo non è difficile da intuire. Lo ricordiamo solo perché, nonostante la sua macroscopica evidenza, viene spesso sottovalutato o ignorato. Rapallo è la seconda città della provincia con maggior numero di abitanti dopo il Capoluogo e con il minor numero di Chiese parrocchiali (cfr Santi Gervasio e Protasio e Sant'Anna!).
In Italia dal dopoguerra ad oggi sono state costruite più di quattromila Chiese, ma soltanto l'iter rapallese ha evidenziato tante parole, ma pochi fatti. In oltre trent'anni la Parrocchia ha cercato soluzioni provvisorie per affrontare problemi di emarginazione, di integrazione sociale e culturale, in una periferia densamente abitata, priva di veri e propri servizi sociali, di centri di aggregazione e di una Chiesa.
Nella Bibbia troviamo due riferimenti che dovrebbero farci riflettere:
Dal libro del profeta Aggeo, capitolo 1: "Così parla il Signore: questo popolo dice: non è ancora venuto il tempo di costruire la casa del Signore! Allora fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo questa parola del Signore: "Vi sembra questo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte? Riflettete bene al vostro comportamento! Costruite la mia Casa: in essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria!".
Dal secondo libro di Samuele, capitolo 7: "Come vedi, io abito in un bel palazzo costruito con legname pregiato, mentre l'Arca di Dio è custodita in una semplice tenda". Fa pure come hai progettato perché il Signore ti approva".
Dagli avvenimenti biblici torniamo alla nostra storia più recente: al sito proposto dal comune di Rapallo si è giunti dopo aver dovuto escludere la prima ipotesi del "campo golf" e quella di Via Privata Luisa. La titolazione della Parrocchia, che per continuità storica ha in Sant'Anna la sua patrona non deve impedirci di apprezzare i criteri pastorali per cui la Curia vescovile ha condiviso l'ubicazione di questa Chiesa parrocchiale, baricentrica rispetto al sestiere Cappelletta, anziché rispetto ai confini provvisori del 1968 che avevano come punto di convergenza la Chiesa prefabbricata e provvisoria di Via A. Scesa.
In collaborazione con il comune di Rapallo si curerà la contestualizzazione urbanistica condividendo la realizzazione dei giardini, dei parcheggi e della strada che collega Via Torino con Via della Libertà .
Un nuovo complesso parrocchiale è una realtà che svolge un importante servizio anche alla comunità civile e nel futuro confidiamo in un maggior sostegno (cfr accordi concordatari art.5, comma3), perché si tratta di opere di urbanizzazione secondaria. Il nuovo complesso parrocchiale sarà espressione di una bellezza capace di parlare di Dio all'uomo di oggi. La nuova Chiesa sarà uno dei segni visibili del Vangelo su questo territorio ed inoltre un punto di aggregazione e di riferimento dove questa zona periferica di Rapallo troverà risposte e servizi concreti ai suoi problemi e ai suoi bisogni. L'esigenza di una nuova Chiesa e di un centro parrocchiale è veramente palpabile ed è andata sempre crescendo in questi trent'anni nei quali la Parrocchia, per assicurare urgentemente alla gente i servizi socio-pastorali fondamentali, ha trovato soluzioni provvisorie (coloro che ancora non le conoscono sono invitati a visitarle).
C'è un rapporto stretto tra la chiesa-mistero e la chiesa-edificio che sarà costruita, speriamo, nei prossimi anni, dopo aver sofferto per oltre trent'anni l'esperienza della Chiesa "prefabbricata" in Via A. Scesa e del "garage" in Via A. d'Aosta. In una città frammentata e disgregata, vogliamo continuare ad essere testimoni di unità e di speranza. La nuova Chiesa sarà il luogo del Battesimo, dell'Eucarestia, della Parola di Dio, della Preghiera, del Servizio e della Solidarietà : il luogo sacro dove le famiglie saranno benedette, il luogo dal quale si muoverà il nostro ultimo viaggio.
Auspichiamo che Rapallo intenda continuare l'eredità di fede dei nostri padri che hanno visto nel cristianesimo una dimensione essenziale della nostra vita, così indissolubilmente intrecciato con la società civile al punto che l'edificio di culto diventa visibilmente anche il centro di una parte della città e il simbolo identificativo di essa.
Anche a Rapallo esiste una testimonianza "storica" di "reciprocità" tra ente civile e comunità dei credenti: la devozione della Madonna è simboleggiata anche nel gonfalone comunale di Rapallo e molti attuali edifici pubblici non erano Chiese e monasteri.
Ciò ha comportato nei secoli anche il fatto che reperire spazi e risorse per costruire le chiese fosse sentito come proprio non solo dall'autorità religiosa, ma anche da quella civile. Laicità non significa indifferenza e tantomeno ostilità. Rispettare la libertà religiosa non comporta solo non impedire ai cittadini di vivere e manifestare le loro credenze in materia di fede, ma anche rendere loro concretamente possibile l'esercizio di tale libertà e diritto. Sogniamo una nuova architettura sacra, dopo un trentennio nel quale abbiamo pregato in un locale inadeguato. Costruendo la propria chiesa-edificio la nostra comunità costruisce se stessa come tempio vivo, fatto di cuore, di persone battezzate che vivono nella carità. La chiesa di pietra è simbolo della Chiesa vivente che è la comunità che la abita e rende visibile in essa la gloria del Signore risorto.
Cari parrocchiani,
dagli organi di informazione (stampa e tv) avete appreso che finalmente abbiamo intrapreso il "cammino" che dovrebbe consentirci di raggiungere l'obiettivo della costruzione della Chiesa di Sant'Anna con annesse opere parrocchiali (dopo un'avventura durata oltre trent'anni!).
Ho usato il condizionale "dovrebbe" perché le difficoltà superate e quelle ancora da superare sono innumerevoli. Tuttavia confido soprattutto nell'aiuto del Signore e nella protezione della Vergine Maria perché ci assista e ci dia la forza per proseguire il cammino intrapreso. Porteremo sulle nostre spalle la Santa Croce che ci consentirà di raggiungere la meta tanto desiderata da tutti i cittadini e dagli ospiti rapallesi ed in particolare da quelli che fanno parte della nostra Parrocchia.
Cari fedeli,
lo so che era mia dovere informarvi dell'iniziativa intrapresa e dei dettagli connessi all'intera operazione, ma ciò non mi è stato possibile e non mi è ancora possibile perché dobbiamo necessariamente attendere i "provvedimenti definitivi" da parte delle "autorità " competenti.
Infatti le "chiacchiere" che spesso vengono messe in giro sono pretestuose e quindi non ci interessano. Siamo, invece, convinti che prevarrà l'interesse della "collettività rapallese" e quindi che avranno successo solo coloro che seminano il bene.
Di definitivo c'è che:
La nostra parrocchia ha, di fatto, acquisito le aree "ex-Salem" e quella degli eredi Scoglio (per queste ultime siamo ancora in attesa del rogito notarile).
La Curia di Chiavari, nella persona di Sua Eccellenza Monsignor Alberto Maria Careggio, ci ha concesso le prescritte autorizzazioni e ci assiste nelle varie incombenze tecniche e amministrative.
Sua Eccellenza Monsignor Vescovo ha indicato, in una "lettera di intenti", indirizzata al sindaco di Rapallo, gli obiettivi connessi alla destinazione pubblica delle predette aree in modo che possono essere soddisfatti i bisogni di tutta la collettività rapallese (il sacrificio anche economico, che sta affrontando la nostra Parrocchia consentirà di realizzare "opere di urbanizzazioni primarie e secondarie" ed i predetti obiettivi sono stati condivisi anche dall'Amministrazione comunale che necessariamente dovrà sopportare i costi delle opere di sua competenza).
La Giunta del Comune di Rapallo con la deliberazione n^ 361 del 03/10/2001, nei punti numero 1 e 2, ha dato il proprio indirizzo operativo e quindi le opere pubbliche che dovrebbero essere realizzate sono: la Chiesa e le opere parrocchiali, la strada, i parcheggi, ma soprattutto gli spazi aperti per tutti. Naturalmente le destinazioni definitive potranno essere verificate quando verranno predisposti i relativi atti e/o convenzioni con le autorità competenti. Per il momento siamo fiduciosi e riteniamo di mantenere il "silenzio" su tutta la relativa tematica. Siamo infatti convinti che il signor Sindaco ha veramente a cuore le esigenze della collettività rapallese e quindi dovrà adottare i relativi atti municipali che consentiranno il raggiungimento dei anzidetti obiettivi. D'altronde non spetta a noi dare suggerimenti o ricordare al Sindaco che la sua elezione diretta è, di fatto, un contratto di mandato in bianco con i cittadini nel quale è moralmente previsto che il Sindaco stesso debba soddisfare i bisogni di tutta la collettività politicamente organizzata nel territorio comunale.
Ne consegue che sussiste l'obbligo per il Sindaco di circondarsi di validi e fedeli collaboratori e fare quindi in modo che l'opposizione si possa svolgere solo ed unicamente nella sede istituzionale dell'Ente pubblico, ma soprattutto che essa sia "costruttiva". La collettività della Parrocchia di S. Anna ha dei bisogni pubblici da soddisfare (religiosi e laici) e sa che alcune di queste esigenze potranno e dovranno essere soddisfatte con l'utilizzazione delle predette aree nelle quali, bisogna ricordare, che è tuttora in corso un'attività giudiziaria che avrebbe potuto portare all'ennesima speculazione edilizia.
Cari fedeli,
vi prego statemi vicini nel "sofferto cammino" che abbiamo intrapreso e del quale non possiamo ancora conoscere quante saranno le "stazioni" di questa Via Crucis. La prima delle "stazioni" è sicuramente quella connessa ai prossimi impegni finanziari per i quali sarò costretto a chiedere il Vostro aiuto.
La nuova Chiesa sarà davvero la casa di tutti se tutti contribuiranno a costruirla.
"Pietre vive per la tua città e per la tua nuova chiesa" Anche tu sei pietra viva: offri dunque la tua pietra. I parrocchiani che si sentono appartenenti a questa comunità devono sentire il diritto-dovere della corresponsabilità, condividendo con il Vescovo e con il Parroco il servizio dell'evangelizzazione e della solidarietà, non in una posizione di marginalità, o di pigrizia, ma di protagonismo e di originalità. E' necessaria in questo senso un'opera di sensibilizzazione e di educazione ai valori della condivisione.
Anche il non credente può trovare buoni motivi per rispondere all'appello del "sovvenire". Egli conosce con quanta dedizione e generosità la chiesa è impegnata sul fronte e spesso sulle frontiere della solidarietà e della promozione umana. Per questo sentiamo di dover parlare di soldi per acquistare il terreno, progettare e costruire il nuovo complesso parrocchiale. E' stato istituito un comitato che anima, organizza e gestisce questa raccolta di offerte e anche tu sei chiamato a versare il tuo generoso contributo sul c/c bancario n. 954310195 presso il Banco di Chiavari e della Riviera Ligure, Ag. 1, Rapallo (CIN V ABI 03424 CAB 32112) e offerte sul c/c postale n. 26605162 (CIN I ABI 07601 CAB 01400).
E' questo un modo di ricordare i propri defunti e di farsi ricordare nel futuro con un gesto di generosità e di fede che lascerà una buona memoria ai posteri, secondo la raccomandazione di Gesù: "perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt 5, 16).
Tutti possono fare parte del predetto Comitato, indipendentemente dalla loro età e fede religiosa, perché i compiti che verranno assegnati a ciascuno saranno in funzione delle rispettive capacità e volontà di operare per il bene comune.
Tutti insieme raggiungeremo l'agognata meta ed il Signore sarà là ad attenderci per ricompensarci delle nostre buone azioni: su questa terra invece, siamo convinti, che lasceremo ai nostri posteri una grande ed utile opera pubblica realizzata anche a dispetto della "speculazione selvaggia" che, a nostro avviso, ha superato ormai soprattutto a Rapallo ed in particolare nella nostra zona ogni limite della civile convivenza.
Il primo compito che verrà assegnato al costituendo "Comitato" sarà quello di cercare e sollecitare presso tutta la nostra collettività dei mezzi finanziari che dovranno consentire di procedere nel nostro "cammino". Naturalmente, il Comitato potrà prendere tutte le iniziative che riterrà più opportune per raggiungere i propri obiettivi. Per segnalare il proprio nominativo e quello dei propri amici si prega di comunicare al Parroco anche il recapito telefonico e l'eventuale fax, posta email, sito internet, ecc...
Ognuno può collaborare anche nell'anonimato; ad ognuno la libertà di fare secondo la generosità del suo cuore e delle sue possibilità.
La comunità parrocchiale vi ricorda tutti nella preghiera e con voi mi è caro ricordare con riconoscenza le persone che in questi anni hanno offerto e sofferto per la nuova chiesa di S. Anna e che ci hanno preceduto nella Gerusalemme celeste senza vedere realizzata la loro attesa.
Vi ringrazio e per intercessione di S. Anna e della Madonna di Montallegro invoco la benedizione su di voi e sulla nostra comunità parrocchiale.
Don Aurelio Arzeno
(Parroco di S. Anna)

Vai su...


Indietro

2018-03-24